Ray Ban; dalla conquista dei cieli alla conquista dello Star System.

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Ray Ban; dalla conquista dei cieli alla conquista dello Star System.

Anni ‘30: Le origini nell’aviazione
Mentre i nuovi aeroplani volano sempre più in alto e su rotte sempre più distanti, molti piloti della US Air Force, abbagliati dalla luce solare, accusano frequenti mal di testa e un senso di vertigini. Per ovviare al problema, viene introdotta una nuova tipologia di occhiali
con lenti verdi in grado di eliminare i riflessi senza oscurare la vista. Nasce così il marchio Ray-Ban
La vendita dei nuovi occhiali antiriflesso viene estesa al pubblico a partire dal 1937. Il modello originale prevede una montatura in plastica dalla classica forma oggi universalmente nota come Aviator. L’anno successivo, dopo un accurato restyling, gli occhiali da sole acquistano una montatura in metallo e il marchio è ribattezzato Ray-Ban Aviator. Ben presto, la popolarità di Ray-Ban si diffonde dalla ristretta cerchia dei piloti a tutti gli amanti della vita all’aria aperta.
Anni ‘40: Non solo aviazione
La Seconda Guerra Mondiale vede i piloti dell’aeronautica militare americana affidarsi nuovamente a Ray-Ban. L’attività di ricerca e sviluppo conduce a interessanti novità – prima fra tutte le lenti a specchio sfumate, caratterizzate da uno speciale rivestimento sulla sezione superiore per ottimizzare la protezione, mentre la sezione inferiore viene lasciata “naturale” per assicurare una visione più chiara della plancia dell’aereo. Pur essendo progettati a scopo militare, i prodotti e le innovazioni Ray-Ban piacciono anche alla gente comune, che vuole sperimentare gli stessi strumenti ad alte prestazioni in dotazione ai professionisti. L’influenza militare sulla moda è ormai indiscutibile: le t-shirt regolamentari dell’Esercito e della Marina Militare sono un caposaldo dello stile negli anni ‘40 e i civili, nel tentativo di imitare i piloti, sfoggiano occhiali cool e attuali. Ray-Ban ha compiuto il grande balzo dalla pura funzione bellica all’estetica della cultura pop – senza comunque sacrificare la tradizionale efficacia legata al marchio.
Anni ‘50: Il glam di Hollywood
Nell’immediato dopoguerra, Hollywood inizia a sercitare un’influenza sempre più decisiva sulle scelte del pubblico in fatto di abbigliamento in senso lato. Il 1952 è l’anno del modello Ray-Ban Wayfarer che, dopo essere stato indossato da vere e proprie leggende del grande schermo come Jeans Dean in Gioventù bruciata(1955) e Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (1961), diviene uno degli accessori più inconfondibili nella storia della moda.
Anni ‘60: Rivoluzione e cambiamento
Accogliendo lo zeitgeist di cambiamento e rivoluzione che permea gli anni ‘60, Ray-Ban si adegua all’evolvere dei tempi. Dai circa trenta modelli prodotti all’inizio del decennio, il catalogo raggiunge i cinquanta nel 1969, contemplando proposte per uomo, donna e bambino.
Ray-Ban ha ormai conquistato la leadership del settore eyewear internazionale, nonché una solida reputazione per lo stile e qualità sia degli occhiali che delle custodie in pelle e vinile, realizzate ad hoc per riporre e proteggere le montature. Se Ray-Ban continua a creare nuovi stili, i divi di Hollywood continuano a indossarli. I Ray-Ban
Olympian I e II, introdotti nel 1965, vengono indossati da Peter Fonda in Easy Rider, nel 1969. Le montature presentano un ponte in metallo dalla curvatura sinuosa e
lenti rettangolari arrotondate agli angoli – una linea che reinterpreta un grande classico con un’allure più lussuosa ed elegante. Gli occhiali da sole Ray-Ban Balorama
esordiscono invece nel 1968, e si impongono all’attenzione degli spettatori nel 1971 grazie a
Clint Eastwood in Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo. Sul fronte musicale, Bob Dylan appare raramente in pubblico senza i suoi Ray-Ban Wayfarer, puntando sulle lenti scure per accentuare il suo fascino enigmatico e anticonformista.
Anni ‘70: Il debutto nello sport
Negli anni ‘70, la disco regna sovrana. E discoteca significa abbigliamento appariscente e, spesso, occhiali da sole cool anche al chiuso. Ormai il mercato dell’eyewear si è fatto più sofisticato e ha intrapreso due direzioni distinte: esigenze sportive e accessorio fashion.
Gli anni ‘70 sono il banco di prova di ulteriori innovazioni tecniche, che portano all’espansione del portafoglio prodotti: vengono sviluppati occhiali specifici per la montagna, con lenti a specchio e protezioni laterali in pelle per deviare la luce riflessa dalla neve e proteggere
gli occhi dal sole e dal vento. Inoltre, Ray-Ban amplia l’offerta dedicandosi alla produzione di occhiali da vista accanto a quelli da sole. Nel 1974, vengono introdotte le
lenti fotocromatiche Ambermatic, in grado di cambiare colore a seconda delle condizioni di luce. Le Ambermatic
hanno il pregio di sottolineare forme e profili anche sulla neve e di oscurare la luce più intensa, perciò si prestano particolarmente alla pratica degli sport invernali.
Anni ‘80: Tra palco e grande schermo

Nel decennio dei videogiochi arcade, di MTV e del Brat Pack, Ray-Ban è un autentico must tra i marchi in voga. Per quanto riguarda i film, il modello Ray-Ban Wayfarer

guadagna il ruolo di protagonista in The Blues Brothers
(1980) e Risky Business – Fuori i vecchi…i figli ballano (1983). Con Top Gun (1986), i Ray-Ban Aviator
tornano alle radici e sul volto dei piloti di caccia, facendo letteralmente impennare le vendite del modello originale Ray-Ban. Il look di Michael Jackson diventa subito un’icona quando il re del pop si presenta ai Grammy del 1984 con un paioRay-Ban Aviator, anche se sarà poi
Ray-Ban Wayfarer il modello scelto per l’epico Bad tour
(1987-1989), il più seguito di tutti i tempi.
Anni ‘90: Una nuova era per Ray-Ban
Ray-Ban continua a essere il marchio preferito del cinema anche negli anni ‘90: i Ray-Ban Clubmaster
sottolineano i tratti di Denzel Washington in
Malcolm X (1992) e di Tim Roth ne Le Iene
(1992). Nel 1997, Will Smith e Tommy Lee Jones indossano i Ray-Ban Predator in Men in Black
e nel 1998 la recitazione di Johnny Depp è accompagnata da un paio di Ray-Ban Shooter
in Paura e delirio a Las Vegas. È il 1999 quando il Gruppo Luxottica acquisisce la divisione montature di Bausch & Lomb, che comprende marchi come Ray-Ban,
Arnette, Killer-Loop Eyewear e REVO.
Anni 2000: Cultura e comunicazione
Il 2003 è un anno cruciale per il marchio, che si espande con l’aggiunta delle linee Ray-Ban Vista per le lenti da vista e Ray-Ban Junior per i più piccoli.
Ray-Ban Vista attinge al retaggio pop e alla meticolosa lavorazione artigianale del marchio per creare occhiali
contemporanei intrisi dello stile e della qualità Ray-Ban. Prima collezione di occhiali da sole interamente dedicata ai bambini tra gli 8 e i 12 anni,Ray-Ban Junior punta a fornire un’efficace protezione per gli occhi senza trascurare l’estetica e la comodità delle montature. Nel 2005, Ray-Ban Junior arriva a includere anche modelli interamente in titanio, un’opzione ipoallergenica e leggera ma comunque altamente resistente.
Nel 2007, Ray-Ban lancia la campagna NEVER HIDE, un piano di comunicazione globale dall’impronta innovativa finalizzato asottolineare la capacità unica di Ray-Ban di mettere i propri clienti al centro dell’attenzione attraverso un approccio cool senza tempo.
NEVER HIDE prende il via a Times Square (New York) attraverso un progetto interattivo: 12 grandi schermi trasmettono le immagini inviate da chiunque desideri esprimersi in maniera genuina e spontanea proprio nel cosiddetto “crocevia del mondo” indossando un paio di Ray-Ban. Le fotografie vengono pubblicate anche in una galleria dedicata sul sito Ray-Ban.com, per diffondere l’esperienza NEVER HIDE in tutto il globo e dimostrare che Ray-Ban non si limita a celebrare l’individuo, ma anche il movimento.
Anni 2010: Aggiornamenti, progressi e 75° anniversario
Nel 2010 i riflettori sono puntati di nuovo su
Ray-Ban Aviator. Il celebre fotografo rock Kevin Cummins immortala le icone musicali di oggi e di ieri – come i Virgins, i Big Pink, i We Are Scientists e Iggy Pop – con il volto incorniciato da diversi modelli della famiglia
Ray-Ban Aviator.
Il 21 marzo 2011, migliaia di fan Ray-Ban si riuniscono in prestigiose location in tutto il mondo – Shanghai, Delhi, Istanbul, Roma,Berlino, Parigi, Barcellona, Londra, New York, Austin, Rio de Janeiro e Cancun – per celebrare un’evoluzione senza precedenti della campagna NEVER HIDE. Nell’ambito di un evento digitale di portata storica, i visitatori si esibiscono nei punti NEVER HIDE di tutto il mondo e le fotografie scattate sono trasmesse live sul sito Ray-Ban.com. In contemporanea, i fan potevano anche condividere le proprie foto con gli amici su Ray-Ban.com e sulle fan page dei principali social network, raggiungendo oltre 10 milioni di utenti su Facebook attraverso i feed dei post Ray-Ban.
Nel corso dei suoi settantacinque anni di storia, Ray-Ban ha veicolato una profonda rivoluzione nel mondo della musica e dell’arte, favorendo l’ascesa della cosiddetta
celebrity culture e dando alle star del rock e del cinema il potere di influenzare la moda. Da James Dean a Audrey Hepburn, fino a Michael Jackson, Ray-Ban si è rivelato un accessorio indispensabile per le icone culturali che non vogliono semplicemente essere viste, ma vogliono essere notate. Ray-Ban ha lasciato un segno indelebile nella storia della cultura

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